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Sumitomo aggiorna la sua gamma di finitrici gommate e cingolate approfittando dello Stage V. Efficienza sempre maggiore con un banco di stesa che conferma una tradizione tecnologica di primo piano.

Squadra che vince non si tocca. O quasi. L’evoluzione normativa che porta ai motori Stage V è stata l’occasione, per Sumitomo, per aumentare la già proverbiale efficienza delle sue macchine.

Evoluzione sotto i cofani ma, dietro, lo stesso rasatore che sta riscuotendo consensi in tutta Europa con un indice di gradimento che supera i preconcetti del “già visto”.

Successi importanti anche per il nostro Paese in quanto Sumitomo, multinazionale giapponese impegnata in molteplici settori produttivi, ha ormai una partnership collaudata con la OMS della famiglia Bressan per la distribuzione in tutta Europa.

Ed è proprio in occasione di una convention della rete di distribuzione europea che si è tenuta a Parabiago (MI), che la Direzione Sumitomo Pavers ha illustrato le novità tecnologiche delle nuove finitrici che arrivano dal Paese del Sol Levante.

Nuovi motori, maggiore compattezza ma stessa efficienza

Il mantenimento in toto dell’apprezzato rasatore Sumitomo J-Paver a basso assorbimento idraulico ha permesso di continuare nella filosofia del contenimento dei livelli di potenza ottimizzando il funzionamento di tutta la macchina anche con i nuovi motori Stage V dotati di SCR, DOC e DPF.

Un traguardo importante che non complica la vita all’utilizzatore e permette di avere un risparmio di carburante che si riflette in modo positivo sia sull’economia di gestione che sull’impatto ambientale all’interno del cantiere.

Stessa linea guida per quanto riguarda l’impianto idraulico che richiede, a parità di classe macchina, flussi decisamente ridotti rispetto alla media del mercato. Decisamente interessanti le ottimizzazioni che sono state effettuate alla struttura della macchina.

Uno dei punti forti delle finitrici Sumitomo è infatti sempre stata la manovrabilità con caratteristiche, nel caso dei modelli gommati, che vedono l’impiego di un solo asse anteriore con passo lungo permettendo spazi di manovra molto ridotti in rapporto alla classe di appartenenza della macchina.

Manovrabilità ulteriormente aumentata, sui nuovi modelli, con una riduzione della lunghezza massima che passa dai 6,93 m della serie precedente ai 6,56 m di quella attuale.

Si tratta di quasi 40 cm in meno che rendono più agevole anche il trasporto. L’efficienza complessiva, un vero must di Sumitomo, è stata pienamente mantenuta grazie al rasatore J-Paver che richiede un basso assorbimento idraulico grazie all’elemento Strike-off che si fa carico, davanti al tamper, della stesa e della precompattazione del conglomerato.

Questo permette sia al tamper stesso di funzionare con minori quantità di olio sia, terminata la stesa, di richiedere una minore azione compattante. Lo Strike-off permette anche una durata superiore del 40% degli elementi di stesa rispetto alla media delle finitrici della stessa classe.

La stessa Sumitomo, Produttrice di acciai speciali, utilizza il proprio Sumi-Steel che ha una resistenza all’usura che si colloca fra l’Hardox 400 e l’Hardox 500 ma con elevata resistenza al calore.

Comfort a 360°

La semplicità di utilizzo e la flessibilità di impiego sono da sempre un punto di forza delle finitrici Sumitomo. Il Costruttore giapponese ha approfittato del passaggio allo Stage V per mettere mano anche ad alcuni altri aspetti che poco hanno a che vedere con la meccanica ma che aumentano ulteriormente il comfort, dove quest’ultimo va inteso sia come benessere dell’operatore, sia come semplicità di impiego.

L’interfaccia operativa non è cambiata e si basa su una grande chiarezza dei comandi che risultano semplici da utilizzare, soprattutto per chi lavora ai lati del rasatore, anche con i guanti da lavoro. Dal monitor, che ha una visibilità molto buona anche con la luce intensa, si regolano tutti i parametri di funzionamento di motore e idraulica con la scelta fra regolazioni manuali e automatiche.

Il design complessivo è stato completamente rivisto con un’intelligente operazione in cui praticità e immagine vanno a braccetto. La postazione principale di lavoro ha un piano di appoggio più alto di 10 cm rispetto al passato ma l’accesso è rimasto agevole e sicuro.

Il nuovo profilo dei cofani motore aumenta la visibilità in tramoggia e, insieme al nuovo tettuccio ripiegabile, aumenta la funzionalità complessiva.

Sia la HA60C-11 che la HA60W-11, che verranno ufficialmente lanciati sul mercato a Gennaio 2021, hanno ora un’immagine che rompe in modo netto con il passato uscendo dalla funzionalità pura (tipica del design orientale delle macchine da lavoro) per aprirsi verso un dinamismo che rispecchia in modo chiaro il contenuto tecnologico di queste finitrici.

La nuova livrea con le serigrafie completamente nuove prende spunto dalla colorazione pensata per la presentazione allo scorso BAUMA. La macchina vista in azione, una HA60C-11, adotta quella livrea specifica con un gradevole contrasto fra il grigio chiaro della macchina e il rosso delle serigrafie. Serigrafia che rimarrà immutata nella colorazione ufficiale che però adotterà, per la macchina, il classico colore “giallo Sumitomo”.

L’efficienza complessiva riguarda anche il sistema di emergenza che permette, tramite dei semplici controller, di gestire tutta la macchina by-passando le eventuali rotture e facendola comunque funzionare con elementi che normalmente si usano per altre funzioni.

In caso di avaria complessiva, infine, la pompa idraulica manuale del tettuccio permette di azionare anche tutti i movimenti di banco e tramogge consentendo di chiudere la macchina e portarla in una zona lontana dal fronte di lavoro per gli interventi del caso. In questo modo, è sempre possibile terminare il lavoro eseguito o mettere la macchina in condizioni di essere assistita senza interrompere il cantiere.

Un rasatore che va oltre le apparenze

Se l’equilibrio complessivo è un fattore fondamentale per il funzionamento di una buona finitrice, occorre però dire che il rasatore è l’elemento discriminante per la scelta di una macchina.

I punti a favore di Sumitomo sono molteplici e tutti di grande impatto per un mercato come quello italiano che, nonostante si possa pensare il contrario, ha parecchi punti in comune con quello giapponese: spazi stretti, condizioni di lavoro sacrificate, uso intenso di macchine gommate, richiesta di elevata flessibilità.

La possibilità di passare in continuo da una larghezza di stesa di 2,30 m a una di 6,00 m, senza dover montare nessun allargatore manuale è un’altra qualità. Una volta completamente chiuso si rimane nella larghezza di trasporto di 2,50 m senza la necessità di togliere nessuna sponda laterale.

La presenza dello Strike-off, inoltre, che precompatta il conglomerato e riduce il carico idraulico sul tamper. Gli elementi di stesa in Sumi-Steel che allunga la loro durata portando l’intervallo di revisione del banco da 1.500/2.000 ore a 4.000 ore (il numero di ore può variare proporzionalmente in base al tipo e alla quantità di materiale steso).

La registrazione idraulica istantanea degli allargamenti permette una stesa perfettamente planare ottimizzando l’azione compattante del tamper e dello Strike-off.

L’inclinazione idraulica della bombatura permette di adattarsi in modo rapido a ogni conformazione stradale che si incontra nel cantiere. Anche nel corso della stesa. Le paratie frontali sono regolabili sia idraulicamente (dall’esterno) che manualmente (dall’interno).

Il riscaldamento del banco può essere sia elettrico sia a gas. In quest’ultimo caso non avviene per azione diretta della fiamma ma con un flusso d’aria che assicura una uniformità di temperatura su tutta la piastra.

La regolazione di temperatura e fiamme è completamente elettronica e l’aria viene incanalata tramite condotte in acciaio Inox. Nel caso di riscaldamento elettrico, la presenza dello Strike-off permette di installare le resistenze solo nelle parti che restano immobili, prima e dopo il tamper, aumentando l’affidabilità del sistema.

La flessibilità è ulteriormente aumentata dalla tramoggia, che presenta le paratie frontali idrauliche che ottimizzano l’alimentazione e consentono un’altezza da terra del piano di carico di 46 cm tali da permettere l’accesso anche con veicoli senza sbarra posteriore mobile.

La facilità di riempimento, e quindi la rapidità di stesa, sono agevolate dalla forma delle tramogge. Le coclee hanno regolazione idraulica in altezza per adattarsi in modo immediato alle necessità di stesa.

La gommata HA60W-11, come l’attuale HA60W-8, ha l’assale anteriore oscillante dotato di compensazione della quota di appoggio delle ruote in modo che le tracce siano sempre parallele al terreno ottimizzando trazione ed efficacia di sterzo.

La scelta di avere una macchina gommata con il singolo assale anteriore deriva dal fatto che, nelle reali condizioni operative, le finitrici a tre assi hanno per oltre il 90% del tempo un’aderenza solo su due delle quattro ruote anteriori con perdite di efficienza e con uno sbilanciamento della macchina. Tanti piccoli dettagli che, in termini di produttività, fanno la reale differenza in cantiere.

OMS: una famiglia al servizio delle strade europee

Per gli addetti ai lavori del settore stradale, OMS è sinonimo di Bressan. Una storia iniziata nel lontano 1989 come officina di assistenza e promozione di marchi storici e blasonati come Blaw Knox, Barber Green e Allat.

Dalla prima sede in Dairago, la OMS si trasferisce nel 1991 ad Arconate, dove ancora risiede, e lega il suo nome a Bitelli. Nel seguito compaiono anche Ammann e Dulevo. Nel 1999 arriva la nuova e attuale sede, sempre ad Arconate, con 1.000 m2 coperti fra officina, magazzino ricambi e uffici con altrettanti di area scoperta per il ricovero dei mezzi.

Dal 2001 OMS lega il proprio nome ad ABG per tutto il territorio nazionale. Quando il marchio viene acquisito da Volvo la collaborazione continua ancora per un anno.

Nel 2010 inizia un nuovo progetto che coinvolge impianti mobili di frantumazione e vagliatura, impianti per il riciclaggio e impianti per produrre energie alternative o rinnovabili.

Inizia qui anche il progetto con Sumitomo che si concretizza nel 2013 con la commercializzazione delle vibrofinitrici del Costruttore in tutta Italia. La capacità tecnica e la serietà dimostrate con Yuasa Trading, Importatore europeo di Sumitomo, portano OMS ad essere struttura di supporto tecnico e training per tutto il mercato europeo sviluppando insieme all’Importatore la rete di vendita e assistenza di tutto il vecchio continente.

Il passo successivo, dopo l’impegno dimostrato sul campo è stata la nomina a Importatore per tutta Europa delle finitrici Sumitomo con la gestione di tutti gli Importatori nazionali.

Un compito che la OMS sta dimostrando di saper sostenere con risultati decisamente positivi che hanno consolidato il rapporto di fiducia con il Costruttore giapponese.

“Lavorare con Sumitomo con questo ruolo – racconta Paolo Bressan – è per noi un vero onore. Stiamo raccogliendo ottimi risultati soprattutto in quei mercati dove si guarda al vero contenuto del prodotto come la Norvegia e il nord Europa in genere.

Ma anche la Spagna ci sta dando risposte positive e, ovviamente, anche l’Italia sta facendo la sua parte con un buon numero di macchine in azione. Non è sicuramente semplice perché il brand Sumitomo non è sempre conosciuto ma, di solito, con le prove in campo riusciamo a rompere l’iniziale diffidenza.

La Casa Madre ci sta dando un supporto formidabile e si è instaurato un dialogo positivo e costruttivo che sta portando anche allo sviluppo di nuove macchine che andranno, nei prossimi anni, a completare la nostra gamma verso il basso”.

L’incontro con tutta la rete europea che la OMS ha organizzato a Parabiago lo scorso Settembre è stata l’occasione non solo per presentare le nuove macchine nel dettaglio ma anche per fare il punto sulla presenza sempre più qualificata del Costruttore giapponese nel vecchio continente.

“La nostra rete di Distributori nazionali sta diventando sempre più capillare – spiega Bressan – e grazie sia al nostro supporto commerciale e tecnico, sia all’appoggio che Sumitomo ci sta fornendo i virtù dei risultati raggiunti fino ad ora, contiamo di aumentare in modo costante il numero delle nostre finitrici presenti nei cantieri europei”.

La Sumitomo HA60C-11: una cingolata multiruolo

La diffusione delle finitrici Sumitomo sta sempre più prendendo piede tenendo anche conto che non è assolutamente semplice diffondere un brand completamente sconosciuto in un settore dove, nonostante la continua innovazione, le resistenze al cambiamento sono la norma.

In un mercato come quello italiano dove le finitrici gommate sono la norma, utilizzare macchine cingolate in un contesto non propriamente affine alla mentalità nazionale è sempre un rischio.

La OMS, Importatore Sumitomo per tutta Europa, ha conquistato una Clientela affezionata che continua a dare fiducia all’Azienda della famiglia Bressan. Abbiamo visto la HA60C-11 in due cantieri completamente differenti condotti da due Aziende con target altrettanto differenti: la Arletti Pavimentazioni Stradali di Modena e la BFG di Villanova Mondovì (CN).

Entrambi già clienti Sumitomo che usano le finitrici giapponesi nei propri cantieri da tempo e che ne apprezzano le elevate prestazioni in termini di stesa. 

Il centro sperimentale FCA di Balocco

Ne avevamo già parlato in occasione della pavimentazione dell’autodromo di Pergusa (EN) (si veda “S&A” n° 131 Settembre/Ottobre 2018, pag. 144, con https://www.stradeeautostrade.it/macchine-stradali/scendono-in-pista-gli-specialisti/). Già allora la Arletti aveva utilizzato due macchine Sumitomo gommate che hanno lavorato appaiate.

Anche nel caso della pista veloce nel Centro sperimentale FCA di Balocco, eccellenza nel campo della sperimentazione automobilistica, la Arletti ha voluto utilizzare due macchine Sumitomo vista anche l’importanza del lavoro che ha previsto il rifacimento di tratti con pendenze trasversali dai profili complessi.

Una finitrice che si è trovata nel suo habitat naturale trattandosi di stese impegnative sia in termini quantitativi che qualitativi e dove, grazie al carro cingolato, ha potuto valorizzare al meglio le potenzialità del rasatore Sumitomo.

“Conosciamo molto bene le qualità delle macchine Sumitomo – dice Mauro Arletti – e la nuova HA60C-11 ha confermato tutte le qualità del banco J-Paver con, in più, alcune migliorie che ne aumentano la semplicità di guida.

In un lavoro impegnativo come la pavimentazione della pista di Balocco, questa finitrice cingolata ha valorizzato ulteriormente le peculiarità tecnologiche di cui dispone: il banco che arriva a 6 m senza allargatori manuali, la possibilità di regolare il profilo di stesa in modo completamente idraulico adattandosi alle condizioni al contorno, l’elevata compattazione già in fase di stesa che permette di rispettare in modo semplice le tolleranze di stesa”. 

Un banco dalla preziosa maneggevolezza

La BFG ha basato la propria fortuna sulla capacità di eseguire lavori di precisione in contesti complessi. Come nel caso del cantiere di Collegno (TO) in cui la HA60C-11 è stata impegnata fra aiuole, pozzetti, cordoli, e vincoli geometrici di ogni tipo. Un impegno complesso per una macchina cingolata che ha però dimostrato una flessibilità e un’adattabilità fuori del comune.

“Si tratta di una macchina che ci ha stupito – ci raccontano Marco Ferrero e Diego Gozzi, Soci della BFG, tutti impegnati sul campo – perché usiamo già una Sumitomo HA60W-8, una macchina gommata che ha la polivalenza, l’agilità di manovra e la qualità di stesa come propri punti vincenti.

Usare una finitrice cingolata in un classico contesto da macchina gommata non è cosa da tutti i giorni, ma la capacità di adattamento che ha dimostrato è stata eccellente e ci ha permesso spesso di compiere rapidamente manovre di piazzamento grazie alla controrotazione dei cingoli.

Nel cantiere di Collegno abbiamo poi incontrato numerosi vincoli operativi e il banco completamente idraulico della Sumitomo ci ha permesso di velocizzare manovre che con macchine più convenzionali richiedono molto tempo. E sappiamo tutti che il tempo è prezioso e non va sprecato”.

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